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PACK UP AND GO (libro scritto da P. Cesare Pesce) |
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HARIJAN Tutti i
brani sono di Marco Grasso e Paolo Padrini. |
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1.
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(OF GOD) |
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Dinajpur, 14 Luglio 2002 |
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| Ci e' appena giunta, la notizia che l'amico P.Cesare Pesce ci ha preceduti ieri 13 Luglio notte alla dimensione eterna. 83 anni di cui 54 in Bangladesh. Entusiasta e poeta della vita. |
| Quando ci siamo salutati, dice P.Adolfo, mi disse "Il partire e' sempre un po' morire". In questi ultimi quindici mesi sono così venuti a mancare quattro pilastri che hanno speso la loro vita in Bangladesh (P. Viganò, P. Pinos, Sr. Silvia e P. Pesce). |
| Vogliamo ricordarlo e farlo conoscere a chi non ha avuto questa fortuna tramite il suo originalissimo " E fece testamento". |
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P. Adolfo L'Imperio, PIME e tutta la Comunità della Diocesi di Dinajpur, Bangladesh |
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E fece testamento. |
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Stagione
delle piogge. |
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D'accordo.
Piova pure. Ma il troppo… stroppia! Qui è iniziato a piovere
cinque giorni fa e, se pure ad intermittenza, non la smette più.
I fiumi sono strapieni, molte strade interrotte e il fango che
regna sovrano impedisce di uscire da casa. La Signora, attuale
capo del governo, ha dato ordine ai soldati di provvedere alle
necessità create dalle circostanze. |
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Intrepido
in barca, in bus, a piedi, su un carro d bufali, infangato e
sudato giungo a Katasunga. Un villaggetto abitato da qualche
centinaia di aborigeni oraon, diventato oggi un'isoletta di fango,
lontana non solo dalla città, ma anche dai piccoli centri della
provincia. Il telefono più vicino si trova ad una cinquantina di
chilometri; il locale ufficio postale non funziona perché il
postino non se la sente di camminare per ore nel fango per
ritirare la poca posta nel lontano centro postale da cui dipende. |
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Posto
splendido se stai bene di salute e hai bocca buona per qualunque
cibo che hai la possibilità di trovare in loco. Gente buona,
contadina, semplice. Case piene di figli, bambini e ragazzotti,
bambine e giovanette, una più bella dell'altra. Alla domenica la
chiesa piena di gente senza alcun complesso religio-psicopatico.
"Dio è il padre che ci vuol bene e noi, è logico, non
possiamo non volergli bene…", dichiara uno dei capi. |
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Posto
quieto, nessuno da fuori ti viene a rompere l'anima e le notizie…
eclatanti sono solo quelle laconicissime che ricevi dalla
poverissima-in-canna televisione nazionale - canale unico, quando
la corrente viene gentilmente elargita. |
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Solo
io, giornalista de "Il popolobue", quotidiano di
Libreville, capitale del Gabon, solo io sono qui a rompere la
quiete, a disturbare il prossimo…. Ma no, m'accorgo subito che
ho fatto bene a venire: nessuno si lamenta. |
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Il
parroco, un vecchio lupo del Bengala… che dico?… non può
essere un lupo dato e provato che in bengala non esistono lupi,
forse neppure nello zoo di Dhaka. È un uomo anziano, per non dire
vecchio, ma ancora in gamba, lucido di mente, sempre pronto alla
battuta. È contento che io sia venuto, inaspettato, a trovarlo.
(Ci eravamo conosciuti una decina di anni fa in Italia prima che
io lavorassi a "Il popolobue"). |
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Dopo
il caffè di etichetta la logica chiacchierata mista di risatine e
sospiri al ricordo di avvenimenti lieti e tristi. E il discorso si
avvia nientemeno che su eventuali testamenti. |
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"
E lei ha già fatto testamento?" domando io spudoratamente. |
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"Of
course, certamente, alla mia età.." mi risponde ridendo,
"Vuole che dopo morte lasci qualche pasticcio, causa poi di
bisticci e acrimonie per così poco?" |
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"OK.
E il testamento spirituale? Oggigiorno tutti si sono messi a
farlo, oves et boves…" |
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"Et
universa pecora…." Una risata rumorosa e
"Testamento spirituale? Bell'idea. Ne ho letto qualcuno, ma
io vorrei fare una premessa: cos'è poi questa spiritualità non
l'ho mai capito. E dire che hanno aperto anche una facoltà sui
generis nelle università teologiche… Colpa mia però perché
non mi sono mai preoccupato di poterlo sapere e capire. Poco male!
Del resto che vuol che se ne facciano del mio testamento i lettori
del suo "Il popolobue"? " |
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"Bene,
allora invece di usare questo nome pomposo che sa di legalismo e
puzza di stantio come una giacca nera del notaio, chiamiamola
allora "intervista al traguardo". " |
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Il
popolobue: Bene, logico ricordare gli avvenimenti di cinquant'anni
fa. Ma, dica, dopo una vita, quasi cinquant'anni, vero?, passata a
lavorare come missionario in bengala, arrivato ormai alla corda,
qual è la cosa più importante che avrebbe da dichiarare? |
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Il
parroco: Purtroppo ai vecchi non rimangono che i ricordi….
Lasciamo perdere…. Lei ha ragione, parliamo di cose un pochino
più serie. Dunque, nel corso della mia lunga vita mi sono
proposto di non dare troppo fastidio al prossimo. A chi l'ho dato
non posso fare altro che domandare scusa. Mi sono proposto di
regalare la gioia ed una briciola di pace a chi pensavo ne avesse
bisogno. L'eventuale successo di dare anche una sola ora di gioia
a chi soffriva mi ha sempre dato l'impressione che quella gioia
ricadesse moltiplicata su me stesso, mi ha sempre esaltato,
innervato a continuare sulla mia strada di cristiano. Questo mio
hobby, mi scusi per i soliti ricordi di un tempo che fu, è
iniziato in una via di Genova, ad un passaggio munito di semaforo.
Erano ancora sconosciuti quegli aggeggi a luce verde e rossa.
Eravamo una quarantina di persone in attesa di attraversare la
strada. Nel gruppo una bimbetta un po’ in ansia, incerta di
quando e come passare. Ad un tratto alzò lo sguardo, ci passò in
rivista ad uno ad uno squadrandoci con cura, poi, decisa, prese la
mia mano sorridendomi dolcemente. Strinsi quella manina orgoglioso
come un campione stringe la medaglia d'oro del suo successo. Che
gioia immensa! Gongolante attraversai con lei la strada… Io, fra
tutti il prescelto, io cui fu data la fiducia della protezione di
una vita. Il mio sorriso aveva vinto! E così, da quel giorno,
egoista che sono, cerco la gioia, la felicità tentando con tutte
le forze della mente e del cuore di portare la pace, un attimo di
gioia all'uomo che incontro sulla mia strada. Lui cerca la
felicità come me, come lei, come tutti: il fine di ogni mortale.
Camminando insieme, la mano nella mano, la ricerca diventa più
facile, il raggiungimento possibile. |
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Il
popolobue: Bene, bene, ma di questo passo andiamo a finire nel
difficile. Ne parleremo a cena. Mi dica piuttosto: lei si è
sempre dimostrato ottimista. Anche nelle difficoltà, negli
insuccessi, in circostanze dolorose, nei disastri voluti sia dalla
natura che dall'uomo. Qual è il suo segreto di non cadere nel
pessimismo come capita a me e a tanti altri in simili frangenti?
Perché, vede, lei sa che di pienamente felici al mondo esistono
soltanto due: Dio e lo scemo.. |
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Il
missionario: Grazie. Lo ammetto. io sono un po’ tonto, ma…. |
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Il
popolobue: Mi scusi, non volevo minimamente off…. |
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Il
missionario: Che scuse d'Egitto… Mi ha messo nella lista dei
supersapienti immediatamente dopo Dio, cosa potrei desiderare di
più? Anamo avanti…. tenterò di rispondere alla sua domanda.Non
ha mai sentito parlare di Theilard de Chardin? Era il filosofo
moderno preferito da Papa Giovanni. Paolo VI poi, il così detto
"papa angosciato", nei suoi ultimi anni di vita
disperatamente in cerca di pace, lo ha dichiarato "L'uomo
indispensabile per questo secolo". Filosofo, teologo,
scienziato di prim'ordine, con la sua teoria ha forzato i teologi
a rivedere le loro idee in una nuova prospettiva dell'evoluzione,
ha forzato gli scienziati ad ammettere l'implicazione dello
spirituale nelle loro nozioni e scoperte. Ha riconciliato l'amore
cosmico, amore verso questo mondo, con l'amore divino, amore verso
Dio. Theilard vede l'uomo, questo fenomeno fatto di carne e di
spirito, in evoluzione nei suoi due compositi: materia ed anima,
verso il buono… il meglio…. l'ottimo….. l'Omega. L'universo
che sta evolvendosi in un'infinità di anni verso un'unità
cosmico-spirituale-divina. Fenomeno difficilmente minimamente
percettibile alla nostra mente perché fenomeno abbagliante come
luce divina. |
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Magnifico!
Meraviglioso! È
poesia. È realtà. |
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Tutto
quaggiù dunque è sulla linea del Progresso… tutto avviene,
anche ciò che al momento a noi sembra male, tutto avviene per un
bene maggiore. Sulla Luna, su marte, al polo Nord, su tutte le
stelle…. in una parola, nel fenomeno dell'evoluzione del
macrocosmo, ma anche qui, nella realtà delle piccole vicende in
cui e per cui viviamo. |
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uno
scacco matto per un progetto che credevo e tentavo di condurre
verso il successo e la gloria…. ahimé… la fine…! No,
aspetta.. alza la testa… quel progetto fallito si evolve, si
trasforma in un altro impensato successo. Dal bruco la splendida
farfalla. Meraviglioso: ancora una volta… sempre: poesia,
realtà. |
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Ebbi
la fortuna, la grazia di innamorarmi della teoria di quel genio;
me la sono bevuta in gioventù come un rosolio. Che pacchia! Tutti
i giorni vissuti in quell'atmosfera di ottimismo, di gioia. Lo
scriva sul suo giornale: è il mio segreto svelato in
quest'intervista al traguardo. Però non sveli il mio nome per non
cadere in quel binomio "Dio e lo scemo", gli unici
pienamente felici. Logicamente, Dio: la felicità stessa;
l'altro,io: lo sc… |
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Ambedue:
- Una risata grassa e lunga. |
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Il
popolobue: M'ha bruciato sul traguardo. Asportivo, non-sportivo,
antisportivo!Non può esistere intervista o testamento senza un
nome. Inutile la mia fatica e il tedio sopportato sotto la valanga
delle sue parole: in evoluzione… male, peggio, pessimo!… |
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| Il missionario: Dunque scacco matto all'intervista? Niente paura… Un successo la sua inesistenza! È così. Siamo tutti qui alla rinfusa nel fenomeno universale, nella piccola vicenda del popolobue (senza virgolette) anelante al successo, alla felicità… Niente paura… Oggi bruchi, più o meno schifosetti, domani splendide farfalle in volo verso fiori profumati. |
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