MISSIONE AMICIZIA

DINAJPUR

 DIARIO  

PACK UP AND GO  (libro scritto da P. Cesare Pesce)

TRAMONTO: il mio

  LA PERFETTA LETIZIA

P. CESARE BENEDICE TUTTI CON IL SUO SORRISO!

HARIJAN
LA CAREZZA DI DIO
Lettere di Padre Cesare Pesce
Voce recitante Arnoldo Foà

Tutti i brani sono di Marco Grasso e Paolo Padrini.
Il brano "Più del mare" è di Marco Grasso, Paolo Padrini.
Testo di M. Cristina Gagliardi
Interpretato da: Benedetta Russo
Cori: Benedetta Russo e Carmelo Russo

IL BANGLADESH VISTO DAL SATELLITE...

P. CESARE MENTRE PREDICA NELLA CHIESA DI PATHARGHATA (Bangladesh).

1. IMAGE (OF GOD)
2. E FECE TESTAMENTO
3. LETTERA 1
4. FANFARA DEI BAMBINI BENGALESI
5. LETTERA 2
6. LETTERA 3 – TRAMONTO
7. LETTERA 4
8. INDIAN KIDS GAMES
9. LETTERA 5
10. LETTERA 6
11. LETTERA 7 – HARIJAN
12. LETTERA 8
13. LETTERA 9 – BANGLA AIR
14. TRAMONTO- CONCERTO PER PIANO
15. PIU’ DEL MARE

Dinajpur, 14 Luglio 2002

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Ci  e' appena giunta, la notizia che l'amico P.Cesare Pesce ci ha preceduti ieri 13 Luglio notte alla dimensione eterna. 83 anni di cui 54 in Bangladesh. Entusiasta e poeta della vita.
Quando ci siamo salutati, dice P.Adolfo,  mi disse "Il partire e' sempre un po' morire". In questi ultimi quindici mesi sono così venuti a mancare quattro pilastri che hanno speso la loro vita in Bangladesh (P. Viganò, P. Pinos, Sr. Silvia e P. Pesce).
Vogliamo ricordarlo e farlo conoscere a chi non ha avuto questa fortuna tramite il suo originalissimo " E fece testamento".
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P. Adolfo L'Imperio, PIME e tutta la Comunità della Diocesi di Dinajpur, Bangladesh

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E fece testamento.

Stagione delle piogge.

D'accordo. Piova pure. Ma il troppo… stroppia! Qui è iniziato a piovere cinque giorni fa e, se pure ad intermittenza, non la smette più. I fiumi sono strapieni, molte strade interrotte e il fango che regna sovrano impedisce di uscire da casa. La Signora, attuale capo del governo, ha dato ordine ai soldati di provvedere alle necessità create dalle circostanze.

Intrepido in barca, in bus, a piedi, su un carro d bufali, infangato e sudato giungo a Katasunga. Un villaggetto abitato da qualche centinaia di aborigeni oraon, diventato oggi un'isoletta di fango, lontana non solo dalla città, ma anche dai piccoli centri della provincia. Il telefono più vicino si trova ad una cinquantina di chilometri; il locale ufficio postale non funziona perché il postino non se la sente di camminare per ore nel fango per ritirare la poca posta nel lontano centro postale da cui dipende.

Posto splendido se stai bene di salute e hai bocca buona per qualunque cibo che hai la possibilità di trovare in loco. Gente buona, contadina, semplice. Case piene di figli, bambini e ragazzotti, bambine e giovanette, una più bella dell'altra. Alla domenica la chiesa piena di gente senza alcun complesso religio-psicopatico. "Dio è il padre che ci vuol bene e noi, è logico, non possiamo non volergli bene…", dichiara uno dei capi.

Posto quieto, nessuno da fuori ti viene a rompere l'anima e le notizie… eclatanti sono solo quelle laconicissime che ricevi dalla poverissima-in-canna televisione nazionale - canale unico, quando la corrente viene gentilmente elargita.

Solo io, giornalista de "Il popolobue", quotidiano di Libreville, capitale del Gabon, solo io sono qui a rompere la quiete, a disturbare il prossimo…. Ma no, m'accorgo subito che ho fatto bene a venire: nessuno si lamenta.

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Il parroco, un vecchio lupo del Bengala… che dico?… non può essere un lupo dato e provato che in bengala non esistono lupi, forse neppure nello zoo di Dhaka. È un uomo anziano, per non dire vecchio, ma ancora in gamba, lucido di mente, sempre pronto alla battuta. È contento che io sia venuto, inaspettato, a trovarlo. (Ci eravamo conosciuti una decina di anni fa in Italia prima che io lavorassi a "Il popolobue").

Dopo il caffè di etichetta la logica chiacchierata mista di risatine e sospiri al ricordo di avvenimenti lieti e tristi. E il discorso si avvia nientemeno che su eventuali testamenti.

 " E lei ha già fatto testamento?" domando io spudoratamente.

"Of course, certamente, alla mia età.." mi risponde ridendo, "Vuole che dopo morte lasci qualche pasticcio, causa poi di bisticci e acrimonie per così poco?"

"OK. E il testamento spirituale? Oggigiorno tutti si sono messi a farlo, oves et boves…"

"Et universa pecora…." Una risata rumorosa e "Testamento spirituale? Bell'idea. Ne ho letto qualcuno, ma io vorrei fare una premessa: cos'è poi questa spiritualità non l'ho mai capito. E dire che hanno aperto anche una facoltà sui generis nelle università teologiche… Colpa mia però perché non mi sono mai preoccupato di poterlo sapere e capire. Poco male! Del resto che vuol che se ne facciano del mio testamento i lettori del suo "Il popolobue"? "

"Bene, allora invece di usare questo nome pomposo che sa di legalismo e puzza di stantio come una giacca nera del notaio, chiamiamola allora "intervista al traguardo". "

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Il popolobue: Bene, logico ricordare gli avvenimenti di cinquant'anni fa. Ma, dica, dopo una vita, quasi cinquant'anni, vero?, passata a lavorare come missionario in bengala, arrivato ormai alla corda, qual è la cosa più importante che avrebbe da dichiarare?

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Il parroco: Purtroppo ai vecchi non rimangono che i ricordi…. Lasciamo perdere…. Lei ha ragione, parliamo di cose un pochino più serie. Dunque, nel corso della mia lunga vita mi sono proposto di non dare troppo fastidio al prossimo. A chi l'ho dato non posso fare altro che domandare scusa. Mi sono proposto di regalare la gioia ed una briciola di pace a chi pensavo ne avesse bisogno. L'eventuale successo di dare anche una sola ora di gioia a chi soffriva mi ha sempre dato l'impressione che quella gioia ricadesse moltiplicata su me stesso, mi ha sempre esaltato, innervato a continuare sulla mia strada di cristiano. Questo mio hobby, mi scusi per i soliti ricordi di un tempo che fu, è iniziato in una via di Genova, ad un passaggio munito di semaforo. Erano ancora sconosciuti quegli aggeggi a luce verde e rossa. Eravamo una quarantina di persone in attesa di attraversare la strada. Nel gruppo una bimbetta un po’ in ansia, incerta di quando e come passare. Ad un tratto alzò lo sguardo, ci passò in rivista ad uno ad uno squadrandoci con cura, poi, decisa, prese la mia mano sorridendomi dolcemente. Strinsi quella manina orgoglioso come un campione stringe la medaglia d'oro del suo successo. Che gioia immensa! Gongolante attraversai con lei la strada… Io, fra tutti il prescelto, io cui fu data la fiducia della protezione di una vita. Il mio sorriso aveva vinto! E così, da quel giorno, egoista che sono, cerco la gioia, la felicità tentando con tutte le forze della mente e del cuore di portare la pace, un attimo di gioia all'uomo che incontro sulla mia strada. Lui cerca la felicità come me, come lei, come tutti: il fine di ogni mortale. Camminando insieme, la mano nella mano, la ricerca diventa più facile, il raggiungimento possibile.

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Il popolobue: Bene, bene, ma di questo passo andiamo a finire nel difficile. Ne parleremo a cena. Mi dica piuttosto: lei si è sempre dimostrato ottimista. Anche nelle difficoltà, negli insuccessi, in circostanze dolorose, nei disastri voluti sia dalla natura che dall'uomo. Qual è il suo segreto di non cadere nel pessimismo come capita a me e a tanti altri in simili frangenti? Perché, vede, lei sa che di pienamente felici al mondo esistono soltanto due: Dio e lo scemo..

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Il missionario: Grazie. Lo ammetto. io sono un po’ tonto, ma….

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Il popolobue: Mi scusi, non volevo minimamente off….

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Il missionario: Che scuse d'Egitto… Mi ha messo nella lista dei supersapienti immediatamente dopo Dio, cosa potrei desiderare di più? Anamo avanti…. tenterò di rispondere alla sua domanda.Non ha mai sentito parlare di Theilard de Chardin? Era il filosofo moderno preferito da Papa Giovanni. Paolo VI poi, il così detto "papa angosciato", nei suoi ultimi anni di vita disperatamente in cerca di pace, lo ha dichiarato "L'uomo indispensabile per questo secolo". Filosofo, teologo, scienziato di prim'ordine, con la sua teoria ha forzato i teologi a rivedere le loro idee in una nuova prospettiva dell'evoluzione, ha forzato gli scienziati ad ammettere l'implicazione dello spirituale nelle loro nozioni e scoperte. Ha riconciliato l'amore cosmico, amore verso questo mondo, con l'amore divino, amore verso Dio. Theilard vede l'uomo, questo fenomeno fatto di carne e di spirito, in evoluzione nei suoi due compositi: materia ed anima, verso il buono… il meglio…. l'ottimo….. l'Omega. L'universo che sta evolvendosi in un'infinità di anni verso un'unità cosmico-spirituale-divina. Fenomeno difficilmente minimamente percettibile alla nostra mente perché fenomeno abbagliante come luce divina.

Magnifico! Meraviglioso!   È poesia. È realtà.

Tutto quaggiù dunque è sulla linea del Progresso… tutto avviene, anche ciò che al momento a noi sembra male, tutto avviene per un bene maggiore. Sulla Luna, su marte, al polo Nord, su tutte le stelle…. in una parola, nel fenomeno dell'evoluzione del macrocosmo, ma anche qui, nella realtà delle piccole vicende in cui e per cui viviamo.

uno scacco matto per un progetto che credevo e tentavo di condurre verso il successo e la gloria…. ahimé… la fine…! No, aspetta.. alza la testa… quel progetto fallito si evolve, si trasforma in un altro impensato successo. Dal bruco la splendida farfalla. Meraviglioso: ancora una volta… sempre: poesia, realtà.

Ebbi la fortuna, la grazia di innamorarmi della teoria di quel genio; me la sono bevuta in gioventù come un rosolio. Che pacchia! Tutti i giorni vissuti in quell'atmosfera di ottimismo, di gioia. Lo scriva sul suo giornale: è il mio segreto svelato in quest'intervista al traguardo. Però non sveli il mio nome per non cadere in quel binomio "Dio e lo scemo", gli unici pienamente felici. Logicamente, Dio: la felicità stessa; l'altro,io: lo sc…

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Ambedue: - Una risata grassa e lunga.

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Il popolobue: M'ha bruciato sul traguardo. Asportivo, non-sportivo, antisportivo!Non può esistere intervista o testamento senza un nome. Inutile la mia fatica e il tedio sopportato sotto la valanga delle sue parole: in evoluzione… male, peggio, pessimo!…

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Il missionario: Dunque scacco matto all'intervista? Niente paura… Un successo la sua inesistenza! È così. Siamo tutti qui alla rinfusa nel fenomeno universale, nella piccola vicenda del popolobue (senza virgolette) anelante al successo, alla felicità… Niente paura… Oggi bruchi, più o meno schifosetti, domani splendide farfalle in volo verso fiori profumati.
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